Nuove risorse, nuovi sogni – Diario di bordo #4

Ebbene rieccoci! Dopo un mese di assenza, finalmente ci rivediamo per aggiornare questo diario di bordo. In questo mese sono cambiate molte cose: ho concluso nuovi progetti, sperimentato nuove conoscenze e trovato nuovi spunti.

Ciancio alle bande, cominciamo!

Cibo per la mente

In questo mese ho scoperto dei nuovi posti dove trovare spunti, idee e riflessioni che vorrei condividere.

Il primo è un podcast chiamato Hacking Creativity, una community in cui si parla di creatività e idee di ogni genere. Oltre al podcast settimanale che, con diverse rubriche, fornisce link, libri, idee e contenuti per far lavorare la propria creatività, hanno anche dei piani di abbonamento per supportarli che permette l’accesso a canali per comunicare e scambiare opinioni con altri membri. Il progetto è davvero interessante e ormai è diventato un appuntamento quasi rituale della mia settimana. Consiglio anche di iscriversi alla loro newsletter per poter avere a portata di mano tutte le risorse che citano nelle puntate del podcast e molto di più.

Loro mi hanno fatto ragionare parecchio sul valore che voglio trasmettere alle persone tramite le mie idee e su come renderle ancora più efficaci in ciò. Credo che presto implementerò alcune delle loro belle iniziative anche qui, ovviamente con il mio stile. Vedremo.

Parlando di libri, vorrei consigliare una lettura per chi vuole provare a capire di più su stessi e per chi è interessato ad argomenti quali psicologia/psicanalisi. Il libro è “Il narcisismo” di Alexander Lowen. Nonostante non sia il mio vero settore d’interesse ho potuto riflettere su come funziona il rapporto tra il corpo e la mente unita a una maggiore comprensione dei messaggi che si scambiano.

È una delle prime volte che parlo di libri qui ma se può interessare una rubrica su questo o anche altri contenuti da consigliarvi, lasciate un feedback e sarò felice di accontentarvi.

Una mano bionica?

Era da qualche settimana che mi ero imbattuto in questo progetto e mi balenava l’idea di provare a realizzarne un prototipo, finchè non mi sono deciso a metterci mano. La pausa dal progetto del RePET mi ha dato molta aria per poter farmi ispirare da nuovi progetti e questo è uno di quelli più interessanti.

Quella che vedete è una protesi stampata interamente in 3D e montata in casa. Il modello fa parte di un progetto internazionale chiamato Enablig the Future che distribuisce materiali, modelli e istruzioni per costruire protesi per arti superiori con varie proprietà e per diversi tipi di disabilità. Quella che vedete di chiama e-NABLE Phoenix Hand v3 ed è scalabile in base alle dimensioni dell’utente finale.

Mi piacerebbe molto poter stampare questo oggetto su misura per qualcuno che ne ha bisogno, ne vedo un grande potenziale: il prezzo dei materiali è irrisorio, il modello è semplice da stampare e assemblare. Potrebbe essere una vera salvezza per chi ha questo genere di disabilità e ha difficoltàa procurarsi protesi ben più costose.

Al momento questo rimane un prototipo,anche se già pienamente funzionante, ma in futuro conto di riuscire a capire meglio come ottimizzare la sua utilità.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Oltre questo progettino, questo mese è stato caratterizzato da due passi avanti nelle mie possibilità con la stampa 3D.

Il primo è la scoperta della stampa 3D inversa e delle sue capacità. Questa tecnica non mi era nuova ma non avevo mai trovato il modo di provare a metterla in pratica per i miei progetti, sia perchè avevo bisogno di informarmi meglio sul funzionamento, sia perchè avevo trovato delle tecniche simili per ottenere circa lo stesso risultato.

Per chi non la conoscesse, la stampa 3D inversa è una tecnica di stampa 3D che permette di inserire due colori nella stessa stampa con un unico ugello e senza accessori appositi. Il tutto consiste nell’applicare sul primo strato di stampa un colore e poi stampare il resto del pezzo di un altro colore “sotterrando” lo strato fatto in precedenza.

Ecco il risultato! Fantastico! (model by: Shutdown)

La seconda stampa, invece, ha la sua particolarità nelle sue dimensioni: con un altezza di 17 cm e un tempo di stampa di circa 34 ore, è una delle stampe più lunghe e belle che abbia mai fatto. Sto parlando del modello della Luna. Sì, avete capito bene, una gigantesca luna da tenere in mano e con la possibilità di farla diventare una lampada per vedere benissimo tutti i dettagli della superficie del satellite.

Il livello di dettaglio è altissimo (considerate che il modello originale è fornito direttamente dalla NASA) e il creatore ha scalato le dimensioni per ogni tipo di utilizzo, dalle palle di Natale ai lampadari. Quella che ho stampato io era quella da 7 pollici ed è della dimensione giusta per teneral in mano come un piccolo pallone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa bolle in pentola?

Dopo questo mese davvero intenso e pieno di emozioni, ho molto da voler realizzare. Preannuncio che sia per questo blog che per le attività del FabLab ho grandi novità in arrivo. Al momento non posso dire molto ma per alcune di queste cose non bisognerà aspettare molto.

Quello che però posso fare sin da subito è quello di chiedere qui un feedback su quello che pensate sul blog, sui miei progetti e anche, perchè no, vostri interessi e spunti. Mi sto impegnando molto per dare valore alle persone tramite quello che faccio e vorrei tanto sapere se sono sulla buona strada, quindi, parola a voi! Alla prossima!

 

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1 thought on “Nuove risorse, nuovi sogni – Diario di bordo #4”

  1. C’è sempre da stupirsi guardando nella pentola dei tuoi progetti, davvero fantastici! Sei riuscito a farmi sentire il bisogno impellente di procurarmi una luna in stanza…

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